Disclaimer:

Nessun libraio e nessun cliente sono stati maltratti, feriti o in alcun modo offesi nella stesura di questo scritto. 


Un cliente distinto di mezza età si avvicina alla cassa per chiedere informazioni, mi guarda e con molta sicurezza dice:

-Buongiorno, volevo il libro del famosissimo autore spagnolo Fazòn!- con tono imperativo

Per un attimo, solo per un attimo, la mia sicurezza da libraio navigato mi abbandona e il mio sguardo lascia trapelare smarrimento mentre penso a quanto sono ignorante visto che io questo Fazòn non l’ho mai sentito.

Il cliente legge il mio sguardo e senza lasciarmi il tempo di replicare comincia la filippica:

-Fazòn su, come si fa a non conoscere Fazòn, è famosissimo! Fazòn, Fazòn- comincia a fare lo spelling con fare piuttosto scocciato ed aggressivo.

Nel frattempo comincio a far lavorare i neuroni per qualche secondo mentre il cliente emette suoni incomprensibili di disapprovazione, poi: l’lluminazione.

-Non è che per caso intende Zafòn?-

– Si è quello. Fazòn, Zafòn che differenza c’è? Non bado a queste sottigliezze.-  Agitando le mani a minimizzare l’errore.

“Ce lo abbiamo, lo trova dietro di lei sul tavolo, glielo prendo io.” Mi avvio mentre penso a quanto il mondo sia relativo e a quanto certe “sottigliezze” possano fare la differenza tra poter fare un buon lavoro e non riuscire a portarlo a termine.

Avere una ragazza dislessica ha i suoi lati positivi.


Nessun libraio e nessun cliente sono stati maltratti, feriti o in alcun modo offesi nella stesura di questo scritto. 

 

 

 

 

 

 

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